Il design del futuro
Di Mattia (del 17/03/2008 pubblicato in Design)

Alle 18 di oggi Donald A. Norman presenterà a Firenze il suo nuovo libro "Il design del futuro", già in libreria da qualche giorno.

L'autore, professore emerito del MIT, psicologo, è uno fra i maggiori esperti mondiali di ergonomia e interazione uomo-macchina. Nel suo ultimo libro affronta a viso aperto il tema del design di oggi e del futuro presentando una diversa chiave di lettura, critica ed innovativa, che investe un processo di rinnovamento già in corso.

Abbiamo gi parlato in un post precedente dedicato al design, delle difficoltà che talvolta si incontrano nell'utilizzo di elettrodomestici. Si pensi anche all'utilizzo marginale che facciamo dei nostri pc rispetto alle potenzialità che offrono. O più semplicemente alla funzionalità pressochè nulla di certi utensili domestici, con le forme più strane (e immancabili nelle liste nozze) che spesso ci costringono a sostituirli con i modelli più tradizionali, ma utili allo scopo. Tutte situazioni, che vedono coinvolte persone alle prese con oggetti che spesso sono più "carini" che utili.

Donald Norman è considerato un precursore del design a misura d'uomo, sostenitore di un dialogo con la tecnologia, a cui non possiamo più rinunciare, per una convivenza più agevole con essa che ci aiuti a superare le insidie che spesso incontriamo utilizzando certi strumenti.

E' un ridicolizzatore del cattivo design. Egli afferma l'esigenza di considerare l'estetica e la funzionalità unitamente, di mettere insieme cultura umanistica e scientifica per produrre progetti ed oggetti a tutto tondo. Belli, ed allo stesso tempo utili. E' di questo che si occupa l'usabilità, una disciplina nuova, nata per affrontare globalmente i problemi coniugando esigenze estetiche, comunicative, informative, emotive, operative e di mercato. Norman è un guru in questo campo.

Nella prefazione (che potete leggere qui) si parla di Made in Italy evidenziando l'attitudine ancora radicata di tendere al "bello" e non al creativo, con un nesso fin troppo radicato con l'arte. L'estro dovrebbe andare di pari passo con la razionalità superando il concetto presente di designer come artista e rendendo il design una scienza, multidisciplinare, attuando un dialogo continuo con ingegneri, tecnici, amministratori, marketing ed esperti di usabilità ed ergonomia.

Il verbo da utilizzare per parlare di design è progettare. Così come facevano i grandi del passato, Michelangelo e Leonardo ad esempio, essi progettavano per i secoli. Le cose intorno a noi sono un mezzo per interagire con la realtà. Una cosa che non assolve, o assolve parzialmente al proprio compito ci priva di una parte di essa. Il design riguarda questo in ogni suo aspetto: estetico, funzionale, economico.



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